Food Fighters – Contest di Cucina Vegana

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Dennys and the Jets al Next Emerson

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Next Emerson Springtime

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Tutte Principesse

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Capodanno 2014 al Next Emerson

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flyer della 2 giorni per l’autogestione dei rifiuti e contro l’inceneritore

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locandina cena benefit per il Canile del Termine

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GENUINO CLANDESTINO a Firenze

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Cecco Rivolta Amarcord

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Come da antica tradizione, ogni Santo Natale torno a Chianciano a trovare i miei vecchi. Siccome mia madre conosce bene i miei patimenti legati ad una lunga e forzata permanenza nella terra natia, mi trova sempre delle simpatiche mansioni ascrivibili sotto la voce “lavori dell’omino di casa”. A sto giro mi è toccato spostare mobili, montare una libreria e “sistemare” il garage. Il problema è che nella mia sgangherata famiglia il garage è considerato una specie di stargate, una porta sull’universo dove disperdere l’entropia prodotta dalla vita domestica nell’era del consumo compulsivo. Esso è il luogo di raccolta di ogni oggetto superfluo ma non ancora cestinabile (è un peccato buttarlo..) in attesa che polvere e incuria lo rendano finalmente tale. Ci ho messo quasi due ore solo per ricavarmi lo spazio per poterci entrare dentro, riesumando gli oggetti più improbabili; fra questi un vecchio VHS, depositato lì prima della sua obsolescenza programmata. Sulla copertina fotocopiata e oscurata dalla polvere si leggeva: G.S.A Cecco Rivolta “cronache di un progetto”. Solo a quel punto ho capito cosa avevo ritrovato. Il video in questione era stato realizzato durante il marzo del 2003 con l’intenzione di raccontare il Cecco Rivolta a un pubblico più vasto del movimento antagonista italiano che, a pochi anni dal mattatoio genovese, era ancora intento a leccarsi le ferite. Anche se ai tempi non lo sapevamo, quel video rappresentava uno spartiacque importante nella piccola storia di questo spazio sociale. In quell’anno infatti, per la prima volta si cerca di sistematizzare un’esperienza, la nostra, nel tentativo di trasformarla in un progetto collettivo condiviso. La realizzazione degli orti sociali, ampiamente raccontata nel video, fu il primo decisivo passo per trasformare l’area del Cecco Rivolta in uno spazio pubblico autogestito aperto al quartiere e alla cittadinanza. Dopo tre anni di occupazione, vissuti a mille e #comesenoncifosseundomani, vuoi per i nostri vent’anni, vuoi per la spada di damocle di un possibile sgombero, avevamo l’esigenza di dare un verso alla realtà che avevamo creato, l’esigenza di smettere di buttare nella pentola ingredienti a caso ma di selezionarli con cura, di impostare una rotta, una direzione. Il fatto assurdo è che questo video una volta realizzato, ha girato pochissimo; la grande rete ancora era piccola e poco sviluppata, non c’era twitter e facebook e probabilmente nemmeno youtube. Esisteva Indymedia o quello che ne rimaneva dopo il tracollo, e progetti incredibili e ai tempi fantascentifici come NGvision. Nel video si fa grande sfoggio della nostra Batcaverna; vista con gli occhi di oggi, viene quasi da ridere, ma ai tempi era una cosa veramente potente e innovativa, ed era il centro della produzione di un sacco dei contenuti antagonisti generati dalle nostre menti malate.
Li dentro sono nati e transitati progetti come Autistici/Inventati e Indymedia, copydown e Stampaclandestina e si potevano definire in certa misura delle avanguardie della rivoluzione digitale che di li a poco sarebbe esplosa. Ad ogni modo, questo piccolo video divulgativo fu registrato su una decina di VHS e mandato a visionare ad alcuni personaggi, al tempo da noi considerati strategici; risultato: nel giro di poco, nessuno ritrovava questi VHS e il video originale è andato perduto chissà dove a seguito di chissà quale mutamento. Durante i dieci anni trascorsi dalla sua scomparsa, ogni tanto ci tornava in mente ma nessuno si ricordava bene cosa c’era dentro, quindi si era trasformato in una sorta di moloch senza nome, di un sogno dai contorni contraffatti dal risveglio. Adesso che l’ho ritrovato e convertito in digitale ce lo siamo sparati in prima serata facendoci delle grasse ghignate amarcord; al che abbiamo pensato di socializzarlo, (visto che adesso è così facile) con “il popolo della rete”. Molte delle cose raccontate nel video sono cambiate e quindi non rappresentano più la realtà dei fatti, ma danno un’idea di massima sull’impronta che volevamo lasciare. A dir la verità il risultato sembra un incrocio tra linea verde e un giornalismo d’inchiesta casereccio, ma ci sembra comunque interessante, anche alla luce delle molte evoluzioni che questo piccolo progetto ha affrontato nei suoi 13 anni di storia. Proprio in questi giorni stiamo aspettando l’approvazione tecnica del progetto di autorecupero che abbiamo presentato alla regione e la nascita del primo figlio che rimarrà ad abitare con noi, mi fa piacere pensare che questi figlioli nascano già con una storia alle spalle, che per quanto piccola,  rimarrà comunque una storia condivisa. Buona visione.

se il player non ce la fa, lo trovate anche qui

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FASCISTI POLIZIANI

Qualche giorno fa, in un attimo di inedia lavorativa, speluzzicavo svogliato la mia timeline di twitter, quando un link mi  ha portato sulla homepage di casaggì Firenze.
Mentre osservavo inorridito i contenuti prodotti dai cosiddetti “fascisti del terzo millennio”, ho scoperto che stanno per inaugurare una nuova sede a Montepulciano. Il post in questione lo potete trovare qui. La cosa mi tocca sul personale perchè in quel paese ci ho fatto tutto il liceo, ci vivevano i miei nonni e più volte è stato teatro di esperienze indimenticabili.  Montepulciano è uno dei paesi più attivi culturalmente di tutta la zona tra la Valdichiana e la Val d’Orcia, e ospita la maggior parte degli istituti e delle scuole superiori; in questo piccolo paese si riversano ogni giorno studenti da tutta la provincia, e l’idea che un gruppo di disadattati apra un circolo di estrema destra proprio nel centro del paese mi manda fuori di testa. Dico questo perchè ho paura che nella mia piccola provincia, così moderata e sinceramente democratica, non ci siano gli anticorpi necessari per smascherare questi pagliacci, mostrando quello che realmente sono: fascisti, xenofobi, portatori della peggiore cultura identitaria e omofoba. Dietro quella simpatica locandina gialla con Corto Maltese che promuove l’inaugurazione, si cerca di nascondere i veri ideali che spingono questa gente a mettere la testa fuori dalla sabbia dopo secoli di vita nelle fogne. Probabilmente, quei 10 voti andati a Forza Nuova durante le elezioni comunali, si sono organizzati per mettere in piedi questa pagliacciata ai danni di uno dei luoghi più rappresentativi della zona, da sempre portatore sano di valori come la solidarietà e il rispetto della diversità. Tutto questo non può che essere considerato un insulto all’intelligenza e alla sensibilità degli abitanti di Montepulciano, che presto vedranno trasformati personaggi come Zanardi o Colasanti in eroi di destra, con buona pace del vecchio Paz che a Montepulciano ci ha vissuto, fino magari a sostenere che lo stesso Poliziano è stato un precursore protempore, del fascismo. Il disperato tentativo di recuperare qualsiasi elemento culturale per trascinarlo a forza sotto la loro bandiera (nera) è una dinamica tipica di questa gente, ormai nota nelle grandi città, ma ancora poco chiara nelle province; Questo post vuole essere un appello a tutte le forze politiche, culturali e sociali della zona, per impedire che un simile neo macchi il futuro di un paese, da sempre, antifascista.

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